Chi ha guardato i bambini nel 2020?

L’anno che si chiude è stato sicuramente uno dei più difficili in Italia dal secondo dopoguerra. E’ stato molto difficile per gli anziani, che sono stati colpiti duramente dal coronavirus nella salute e nella possibilità di godere dei propri affetti, mentre la crisi economica è stata durissima, specialmente per i settori più esposti alle conseguenze della pandemia. E poi c’è stato l’impatto sulla scuola e sui bambini in età scolare.

Ora che si chiude il 2020 si può cominciare a fare un bilancio — per quanto parziale- di questo impatto, almeno in termini di giorni persi. Nella regione in cui vivo, la Toscana, al primo gennaio 2020, i calendari scolastici prevedevano 176 giorni di scuola. Uno poi è stato aggiunto in estate anticipando il rientro a scuola dal 15 al 14 settembre. Questi 177 giorni feriali di scuola erano il 69% dei giorni feriali dell’anno.

Quanti giorni di scuola è costato il coronavirus in Toscana ad un ragazzo di seconda media?

Il lockdown di primavera è costato 64 giorni di scuola. La zona rossa dell’autunno è costata ai ragazzi di seconda e terza media altri 15 giorni di scuola. Alla fine, i giorni di scuola in presenza per gli studenti delle medie sono stati 98, ovvero il 38% dei giorni feriali dell’anno.

Fermiamoci un momento a riflettere su quello che questo vuol dire per dei genitori che lavorano. Sei giorni lavorativi su dieci, questi hanno avuto i propri figli a casa. Numero doppio di quello che sarebbe successo senza la pandemia, che comunque significava 79 giorni feriali (poi 78, per il “recupero” della partenza spostata dal 15 al 14 settembre).

Si parla molto, e giustamente, del divario che l’Italia ha nella partecipazione femminile alla forza lavoro con gli altri paesi avanzati. Il recente rapporto Istat sulla natalità in Italia rinnova l’allarme sul calo nei tassi di fecondità. Ecco, forse c’è da fare una riflessione su un sistema scolastico che quando va bene copre il 69% dei giorni lavorativi, e che nella crisi ha coperto meno del 40%.

Rimarrà penso illuminante per gli storici che studieranno questa crisi nel futuro, che su 79 giorni feriali previsti come vacanze scolastiche nel 2020, se ne sia riusciti a recuperato solo uno di fronte a 65 giorni di scuola in presenza persi nel lockdown.

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